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SULCIS: UN REUMATOLOGO PER 130 MILA ABITANTI

Da cinque anni convive con lancinanti dolori alle ossa. Una malattia, l’artrite reumatoide, ha preso possesso del suo corpo costringendola a lasciare il lavoro e a sottoporsi a terapie d’urto nel tentativo di curarla. Nulla, però, in confronto all’odissea che Anna Maria Floris, 37 anni, di Tratalias, sottoposta ad una cura biologica con la flebo (oltre alla terapia a base di cortisone), deve affrontare ogni volta che chiede un controllo alla Asl 7 di Carbonia. «Devo essere sottoposta a visita di controllo ogni quindici giorni – ha raccontato la donna – ma l’appuntamento con lo specialista mi è stato fissato a settembre, tra sette mesi. È inconcepibile».
Succede perché nella Asl del Sulcis Iglesiente c’è uno solo reumatologo convenzionato per un potenziale di 130 mila pazienti. Una lacuna che, purtroppo, l’ex commessa di Tratalias, invalida al cento per cento e con un bambino piccolo, sta vivendo sulla propria pelle. «Non posso attendere settembre per essere visitata. Con la mia malattia e la terapia che sto seguendo ho necessità di controlli costanti», ha aggiunto. Controlli che la donna, iscritta anche all’Anmar (Associazione nazionale malati reumatici), dovrebbe sostenere all’ospedale Santa Barbara di Iglesias proprio su consiglio dell’unico reumatologo in servizio. Del problema si sta occupando anche il sindaco di Tratalias Marcio Piras: «Porteremo il caso all’attenzione della Conferenza dei sindaci perché provveda a segnalarlo alla Asl con l’augurio che trovi una soluzione nel più breve tempo possibile».
Tratto da: L’Unione Sarda del 16/02/2010

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