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Osteoporosi

COME È FORMATO L’OSSO?
L’osso è formato da cellule che ne costituiscono la parte metabolicamente vitale e sono gli osteoblasti, gli osteociti e gli osteoclasti; contiene il 99% del calcio corporeo; altre importanti componenti sono il fosforo, il fluoro, il magnesio.
Questi minerali sono inglobati in una matrice proteica costituita principalmente da collagene. In pratica possiamo definire l’osso come una struttura in cemento armato: la parte minerale svolge la funzione del ferro e la parte proteica quella del cemento. Questa composizione gli conferisce durezza ed elasticità.

QUAL È LA SUA FUNZIONE?

  • contribuisce alla locomozione
  • protegge organi vitali
  • produce costituenti del sangue (è la banca di riserva di minerali; il calcio e il fosforo svolgono un ruolo importante nella trasmissione nervosa, nella contrazione muscolare e nella coagulazione del sangue. Quindi senza di loro non si potrebbe vivere)

CHE COS’È L’OSTEOPOROSI?
L‘osteoporosi è una riduzione graduale del contenuto minerale delle ossa che, con il passare degli anni, diventano più fragili. È una malattia comune che colpisce milioni di donne, ma purtroppo è ancora oggi sottovalutata. Non è quasi mai dolorosa e le persone non si accorgono di soffrirne. Nelle persone a più alto rischio, le ossa sono talmente fragili che anche un piccolo trauma può provocare una frattura.
Si manifesta con un andamento cronico e con una elevata predisposizione alle fratture in quanto l’osso diminuisce di consistenza, diventa poroso e quindi fragile. La vita media dell’uomo si è allungata notevolmente e con l’avanzare dell’età l’osso va incontro ad una diminuzione di consistenza, soprattutto ad una perdita di calcio. La malattia si manifesta in maniera più accentuata nella donna alla quinta e sesta decade di vita. In particolar modo compare dopo la menopausa per un calo della produzione degli ormoni sessuali.

COME SI MANIFESTA?
L’osteoporosi può essere paragonata a un ladro che furtivamente ruba tessuto osseo. Nell’organismo c’è un continuo ricambio del tessuto osseo da cui il calcio viene costantemente aggiunto e rimosso, in un equilibrio naturale. Quando però l’equilibrio tra il processo di costruzione e demolizione si rompe, densità e spessore delle ossa diminuiscono lentamente dando origine a osteoporosi ed esponendo lo scheletro a rischio di fratture. All’inizio si verificano piccoli schiacciamenti vertebrali che possono provocare dolore. Il dolore può essere presente, più specificatamente nel tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale. Si presenta come una fastidiosa e continua dolenzia che può accentuarsi quando ci si alza da posizione seduta. In uno stato più avanzato c’è il rischio di riportare gravi fratture in particolari punti scheletrici quali il femore e il polso.
Un osso osteoporotico è un osso fragile e poco resistente e quasi sempre la prima manifestazione è proprio una frattura spontanea, cioè non dovuta a un forte trauma.
La frattura del femore colpisce inaspettatamente ed è uno dei più gravi e drammatici effetti dell’osteoporosi.
Le conseguenze possono essere devastanti:

  • nel 15% dei casi la frattura del femore causa la morte del paziente per complicanze conseguenti alla frattura (insufficienza respiratoria, scompensi cardiaci, trombo embolia)
  • nel 50% dei casi il paziente mantiene una disabilità motoria.

Solo in Italia, a causa dell’osteoporosi ogni anno si fratturano al femore in media 70.000 donne.
Ciò che preoccupa maggiormente è che con il progressivo invecchiamento della popolazione si avrà un aumento drammatico delle fratture femorali.

COME SI FA A SAPERE SE LE NOSTRE OSSA STANNO BENE?
Il sistema più sicuro e attendibile è la MOC (mineralometria ossea computerizzata). La MOC serve a misurare la densità della massa ossea e aiuta a individuare le persone a più alto rischio di fratture da osteoporosi. Si esegue a livello della colonna lombare o al femore e verifica se l’osso è normale, se vi è osteopenia (inizio di demineralizzazione ossea) o osteoporosi conclamata (demineralizzazione ossea avanzata).
Tanto minore è la massa ossea, tanto più è alto il rischio di fratture, che si esprime con il valore di T-score: questo indice confronta la densità minerale ossea della persona esaminata con quella di una popolazione di riferimento considerata normale. La diagnosi di osteoporosi per donne in menopausa, secondo l’OMS, si basa appunto sul T-score: se è -1, si parla di osteopenia; se inferiore a -2.5 si parla di osteoporosi.

QUANDO SI EFFETTUA L’ESAME MOC?
Dopo i 40 anni inizia un lento calo della densità ossea che si accentua nelle donne dopo la menopausa. L’osteoporosi purtroppo non prevede sintomi particolari prima di una possibile frattura. Si sviluppa in silenzio…. Tanto è vero che è stata definita da alcuni “epidemia silenziosa”. Infatti, da un recente rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità risulta che una donna su due non sa di essere osteoporotica. È importante informarsi affinché si possano prendere dei provvedimenti per non permettere a una patologia tanto sottovalutata di causare fratture gravi.
La MOC per la sua tecnica innovativa ha dato una svolta allo studio, alla prevenzione e alla diagnosi delle malattie demineralizzanti dell’osso, in particolar modo dell’osteoporosi.
Un esame MOC andrebbe eseguito da:

  • donne e uomini con precedenti fratture non dovute a traumi efficienti (dovute cioè a traumi di lieve entità)
  • donne che sono andate in menopausa prima dei 45 anni (menopausa precoce)
  • chi assume o ha assunto farmaci cortisonici, anticonvulsivanti o anticoagulanti per lunghi periodi
  • chi è molto magro (ad esempio a causa dell’anoressia)
  • chi fuma molto o beve alcolici in eccesso
  • chi assume o ha assunto di recente farmaci antitumorali
  • chi ha gravi carenze alimentari
  • chi ha avuto un genitore, fratelli o sorelle che hanno sofferto di osteoporosi grave (con fratture senza forti traumi).

ESAMI EMATICI E URINARI SVELANO L’OSTEOPOROSI?
Possono essere effettuati specifici test per valutare la presenza di alcuni indicatori chimici che rivelano la tendenza che ha l’osso ad una rapida o lenta modificazione strutturale. In pratica si può stabilire solamente se esiste una elevata o lenta perdita di specifici componenti della struttura ossea.

È UTILE EFFETTUARE UN ESAME RADIOGRAFICO?
L’evidenza di caratteristiche alterazioni messe in evidenza dalla radiografia ci permette di svelare una condizione in cui lo scheletro ha perduto oltre il 30% di massa ossea. Questo esame non può quindi essere utilizzato nella prevenzione o per valutare l’efficacia delle terapie.
Esiste però un esame chiamato morfometria vertebrale che viene eseguito su una radiografia della colonna dorsale e lombare e che consiste nella misurazione dell’altezza di ogni singola vertebra in modo tale da diagnosticare eventuali fratture vertebrali.

COME SI PUÒ PREVENIRE L’OSTEOPOROSI?
Bisogna voler bene alle nostre ossa praticando un corretto stile di vita. È opportuno avere un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D, iniziando fin dall’infanzia. In particolari situazioni, come in gravidanza o durante l’allattamento, è consigliato assumere supplementazioni di calcio. Esistono alimenti particolarmente ricchi di calcio, quali specifici formaggi che ne contengono oltre 1 g per ogni 100 g di prodotto. Il formaggio ha inoltre la caratteristica di contenere una quantità di calcio e fosforo che lo rende ancora più ottimale come alimento. Anche alcune acque minerali contengono elevate quantità di calcio (oltre i 300 mg/litro); in commercio esistono derivati del latte arricchiti in calcio, come lo yogurt. Per quanto riguarda la vitamina D possiamo definirla come il principale alleato del calcio. Infatti, grazie alla sua presenza il calcio viene assorbito e utilizzato. La vitamina D si ottiene con l’introduzione di alimenti (ne è particolarmente ricco il pesce azzurro), o per sintesi attraverso la cute con l’irradiazione ultravioletta di specifici precursori. Viene attivata con procedimenti chimici nel fegato e nel rene. Risulta pertanto necessario alimentarsi con cibi che ne contengano in sufficiente quantità ed esporsi alla luce solare. In particolari condizioni è consigliabile attuare una supplementazione di calcio e vitamina D.
Per le donne, nel periodo menopausale è consigliabile effettuare una terapia ormonale sostitutiva. Considerando che l’evento menopausa si presenta intorno ai 50 anni e che la vita media si è allungata a 80 anni, la donna ormai vive circa un terzo della sua esistenza in età climaterica. Con la terapia ormonale sostitutiva si cerca di realizzare un equilibrio tra il calo della produzione ormonale da parte delle ovaie e l’allungamento della vita.
È di fondamentale importanza anche l’attività fisica, che influenza l’osso con stimoli meccanici, facilitandone la robustezza. Evitare quindi di condurre una vita sedentaria.

LA TERAPIA
Lo scopo della terapia è quello di proteggere le ossa in modo che queste non si fratturino. Esistono numerosi farmaci molto efficaci nel prevenire le fratture anche in età avanzata.
Oggi le terapie contro l’osteoporosi sono tante e diverse.
Non è mai troppo tardi per cominciare a curarsi!
È da evidenziare che le terapie per essere efficaci devono essere somministrate per lunghi periodi, ed è quindi consigliabile effettuare regolari controlli della densità ossea con una MOC.

COSA FARE IN CASO DI OSTEOPENIA?

L’osteopenia è definita come quella condizione ossea per cui vi è una densità minerale al di sotto dei valori di normalità, ma che ancora non può considerarsi osteoporosi. L’osteopenia si presenta frequentemente negli anni immediatamente dopo la menopausa, ma può evidenziarsi anche in giovane età quando l’osso non raggiunge la sua robustezza ottimale. È in questi casi che bisogna attenersi scrupolosamente ai consigli del medico e seguire nel modo più completo una corretta alimentazione e un adeguato stile di vita.

A cura della Dott.ssa Catia Anedda
Medico Reumatologo

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