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Artrite psoriasica: quanto è importante la prevenzione?

Si stima che in Italia il 3% della popolazione sia affetto da psoriasi (o artrite psoriasica), una malattia cronica della pelle che comporta l’insorgenza di placche squamose a carico del cuoio capelluto, a livello di gomiti e ginocchia, ma anche alterazioni delle unghie. Nelle forme più gravi può colpire tutta la superficie cutanea.

La prevenzione è fondamentale perché la psoriasi non ha solo un impatto estetico e psicologico. Circa un terzo dei pazienti, negli anni, può sviluppare l’artrite psoriasica. Si tratta di una patologia infiammatoria cronica, che si associa strettamente alla psoriasi, coinvolge le articolazioni e può portare a disabilità. La dott.ssa Erika Meleddu, medico specialista in Reumatologia presso il Primus Forlì Medical Center, spiega quanto siano fondamentali la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo dell’artrite psoriasica.
Perché è importante fare prevenzione per l’artrite psoriasica?
Gli studi ci dicono che ricevere la diagnosi precocemente, entro 6 mesi, può ridurre in modo significativo il rischio di danno delle articolazioni e di perdita di funzione delle stesse. Inoltre, una diagnosi precoce aumenta la probabilità di successo della terapia.
Quali sono i fattori di rischio?
I principali fattori di rischio sono:

  1. la familiarità per artrite psoriasica;
  2. forme più gravi di psoriasi cutanea, come quella generalizzata; le forme  che colpiscono le unghie; la presenza di obesità. 

Ci sono dei campanelli di allarme?
In uno studio del 2022 condotto su persone affette da psoriasi, circa il 57% degli intervistati aveva riferito al proprio medico curante la presenza di artralgie (dolore articolare) nei 6 mesi precedenti la diagnosi di artrite psoriasica.
Ci sono quindi dei segni che è possibile osservare negli anni precedenti allo sviluppo della forma articolare, durante quella che viene definita la fase preclinica dell’artrite. In questa fase l’artrite non è ancora obiettivabile, cioè non è possibile notarla alla vista o alla palpazione, ma ci sono dei segnali che ci possono far sospettare che probabilmente si manifesterà di lì a poco. Il segnale principale è appunto l’artralgia, il dolore, anche in assenza di tumefazione. 
Esistono ulteriori segnali che devono indurci a sospettare l’insorgenza dell’artrite, che possono essere individuati grazie all’ecografia: sonoi segni che indicano la presenza di infiammazione nell’articolazione, già prima che sia visibile all’occhio nudo. Attualmente, però, l’ecografia ci dà degli elementi che sono solo di supporto alla diagnosi; i cardini che guidano la scelta terapeutica sono la presenza del dolore e l’esame obiettivo effettuato da uno specialista.

Cosa deve fare chi è affetto da psoriasi cutanea e manifesta i primi campanelli d’allarme dell’artrite psoriasica?
I pazienti affetti da psoriasi cutanea dovrebbero fare regolarmente i controlli dermatologici con le tempistiche suggerite dallo specialista di fiducia, nonché seguire le terapie suggerite.

Inoltre, bisogna rivolgersi a un reumatologo in caso di artralgie, per indagare in modo approfondito la natura del dolore e definire se si è davanti a un possibile quadro di artrite psoriasica. La visita reumatologica serve anche ad escludere altre condizioni che danno una sintomatologia simile, come l’artrosi o la fibromialgia.
Fondamentale in questo caso è la collaborazione tra medico di medicina generale (la prima figura a cui ci si rivolge in caso di dolore), dermatologo, e reumatologo. 
Infatti, è necessario che il paziente affetto da psoriasi sia preso in carico nel modo più rapido possibile, quando esiste il sospetto che il soggetto stia sviluppando l’artrite psoriasica.
È altrettanto importante, quindi, che il paziente con psoriasi cutanea sia informato e consapevole del rischio di insorgenza della forma articolare della malattia. Il paziente informato e consapevole, infatti, può riconoscere e riferire tempestivamente i propri sintomi ed essere indirizzato verso il percorso adeguato, ricevendo così il giusto trattamento per prevenire danni funzionali e disabilità.

Fonte: www.gvmnet.it

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