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Spondiloartrite anchilosante

COSA SIGNIFICA SPONDILOARTRITE ANCHILOSANTE (SPA)
La spondiloartrite anchilosante, o spondilite anchilosante, o pelvispondilite anchilopoietica, o morbo di Bechterew, è una malattia reumatica cronica e dolorosa che colpisce soprattutto la colonna vertebrale. Può colpire anche altre articolazioni del corpo, tendini, legamenti e organi come gli occhi e il cuore.
Spondiloartrite indica una infiammazione progressiva e cronica che coinvolge le articolazioni, i tendini e i legamenti della colonna vertebrale, ed è formata da due parole: dal greco “spondylos”=vertebra, e artrite, che indica il carattere infiammatorio della malattia.
Anchilosante deriva da “ankylos”=curvo, e in medicina serve per indicare una motilità articolare ridotta o abolita. In questo caso significa sia una ridotta o abolita motilità articolare della schiena sia la condizione patologica che la provoca, ossia la fusione tra le vertebre.
Tuttavia, è importante informare che esistono SPA con fusione parziale, talvolta limitata solo alle articolazioni sacro iliache.

COME AVVIENE?
Il processo infiammatorio incomincia a livello dell’articolazione o dove i tendini o i legamenti si attaccano all’osso: ad esempio, le articolazioni sacro iliache, lo sterno, la sinfisi pubica e i tendini di Achille e la fascia plantare che si attaccano al calcagno, sono le sedi più frequenti.

L’infiammazione provoca una piccola erosione ossea che, al regredire dell’infiammazione stessa, viene ripartita mediante apposizione di nuovo tessuto osseo (osso “reattivo”). Dopo ripetuti attacchi, questo accrescimento osseo può ricoprire parzialmente il disco che divide le due vertebre (sindesmofita) oppure totalmente, fondendo così le vertebre (colonna a canna di bambù).
Nel caso di interessamento del tendine di Achille o di altri tendini, si formano gli speroni.
Da rilevare che l’infiammazione articolare tendinea nella SPA può essere così lieve da essere avvertita come senso di fastidio, di dolore mal definito, tale da ridurre la qualità della vita del malato, creando problemi diagnostici al medico curante e permettendo una ulteriore evoluzione della malattia senza prendere provvedimenti terapeutici, medici e fisiokinesiterapici.
Noi sappiamo invece quanto è importante riconoscere precocemente la malattia, perché il paziente trae beneficio dalla diagnosi e dal trattamento precoce.

COSA CAUSA LA SPA?
La causa è sconosciuta, ma negli ultimi decenni vi sono state importanti scoperte. Si sa che il 96% circa degli ammalati presentano il marker genetico “HLA B27”, antigene leucocitario umano B27.

Circa il 6% della popolazione italiana è portatrice sana di questo marker, mentre solo lo 0,1% si ammala di SPA. Pertanto l’HLAB27 non può essere la causa, ma la sua presenza denuncia semplicemente una predisposizione genetica che, combinata con certi fattori complementari, potrebbe provocare la malattia mediante una anomala reazione del sistema immunitario. I figli dei malati di SPA hanno un rischio leggermente più elevato di contrarre un giorno la stessa malattia, ma per questo non devono rinunciare ad avere figli.

LA COLONNA VERTEBRALE
Il rachide è formato da 32-33 vertebre, congiunte da circa 120 articolazioni; è suddiviso in 5 sezioni: 7 vertebre cervicali, 12 toraciche o dorsali, 5 vertebre lombari, 5 sacrali, fuse tra loro, e 3/4 vertebre coccigee. Le sezioni differiscono tra loro per forma e curvatura; le parti cervicale e lombare sono più mobili, nella sezione dorsale ciascuna vertebra si lega con una costa per lato. Al di sotto della porzione lombare vi è il sacro, posto come un diamante incastonato nel bacino. Le articolazioni che si formano tra il sacro e il bacino sono chiamate articolazioni sacro iliache, punti di partenza del mal di schiena e della malattia.
Il dolore alla schiena è la causa più comune per cui il paziente si rivolge al proprio medico curante, il quale dovrà riconoscere la vera causa e distinguerla dalle altre malattie, come la discopatia, la sciatalgia, etc.

SINTOMI DELLA SPA E INIZIO DELLA MALATTIA

  • Lento inizio di dolenzia e rigidità della schiena per settimane o mesi, piuttosto che ore o pochi giorni
  • Età d’esordio della malattia attorno ai 16/24 anni
  • Rigidità e dolore alle prime ore del mattino, che scompaiono o si riducono durante la giornata, con il movimento
  • Persistenza per almeno tre mesi, piuttosto che un andamento ad attacchi
  • Miglioramento con il movimento e peggioramento con il riposo. L’opposto accade con l’artrosi.

La SPA inizia con dolori poco caratteristici e fugaci. Tipica è la presenza di mialgie, dolori muscolari, intermittenti, di intensità variabile e di punti dolorosi alla pressione, alle inserzioni tendinee della colonna vertebrale e delle articolazioni. Spesso i talloni e i punti di ancoraggio delle coste da una parte all’altra dello sterno presentano gli stessi sintomi.
Qualche volta il malato soffre di dolori respiratori che si intensificano in occasione di tosse e starnuti. I dolori della regione del sacro possono, come per una sciatica, irradiarsi sino alle ginocchia (sciatica mozza). I dolori notturni che sopraggiungono al momento del riposo sono caratteristici (dolore di tipo infiammatorio). Il giovane malato si sveglia durante la notte per dolori a livello del sacro che lo obbligano ad alzarsi dal letto e camminare. In un terzo dei casi la malattia può manifestarsi inizialmente alle articolazioni degli arti, ad esempio il ginocchio o la caviglia. Caratteristici sono i dolori alle natiche, punti di riferimento per l’interessamento delle articolazioni sacro iliache. Talvolta può manifestarsi in maniera violenta, con dolori e rigidità marcati.
In questo caso una pronta terapia medica, seguita da fisiokinesiterapia, può ridurre una rapida evoluzione. Lo stato generale è alterato: stanchezza muscolare, perdita di forza, raramente febbre.
A volte è l’oculista il primo a diagnosticare una SPA allo stadio iniziale: quando una persona giovane soffre, senza ragione apparente, di infiammazioni oculari ripetute, uveite anteriore, irite. Questi disturbi agli occhi possono, a volte, precedere la SPA di mesi o di anni.

STADI DI EVOLUZIONE
L’infiammazione cronica localizzata inizialmente a livello dell’articolazione sacro iliaca può progressivamente estendersi a tutti i segmenti della colonna vertebrale. Le vertebre dorsali tendono ad anchilosarsi formando un dorso curvo e pertanto la parte cervicale deve compensare, portando la testa in avanti.
In questo momento la postura di un malato di SPA è talmente tipica che un medico, sensibilizzato a questo problema, può riconoscerla senza dubbio: la posizione curva del dorso, il raddrizzamento del rachide cervicale e un ventre bombato, per la respirazione diaframmatica; caratteristico anche il cammino a piccoli passi e lo spostamento di tutto il corpo per guardare a destra ed a sinistra, invece di girare solo la testa.
Spesso vi sono malati che subiscono riacutizzazioni dolorose molto intense. Questi malati necessitano di cure mediche e fisioterapiche prolungate. I sintomi tipici dello stadio avanzato sono:

  • anchilosi crescente che, a partire dalle articolazioni sacro iliache, colpisce poco a poco tutta la colonna vertebrale, determinando una progressiva perdita della motilità
  • anchilosi del dorso oltre al raddrizzamento del segmento cervicale, comporta una insufficienza respiratoria per riduzione del movimento della gabbia toracica
  • comparsa di ventre bombato per aumento della respirazione diaframmatica.

Quando sono colpite le vertebre cervicali appare una specie di torcicollo. Il campo di visione si riduce per la crescente difficoltà di alzare o abbassare la testa, da qui il detto “l’uomo che non guarda il cielo”.
Spesso sono colpite da infiammazioni con perdita di movimento le grandi articolazioni come le ginocchia, le anche, le spalle.
Lo stato generale peggiora: febbre, perdita della forza, mancanza di appetito, fatica.
La SPA conosce tre tipi di evoluzione:

  • l’evoluzione cronica, mediante riacutizzazioni con anchilosi della colonna vertebrale entro 2/3 decenni; le grandi articolazioni possono essere colpite
  • l’evoluzione benigna, la più frequente; caratterizzata da una progressione continua della malattia con riacutizzazione dolorose, di intensità variabile e una anchilosi minima
  • l’evoluzione maligna, molto rara, con l’irrigidimento totale nel giro di qualche anno; in questo caso sono colpiti anche gli organi interni.

A volte, sia all’inizio che più tardivamente, la SPA può interessare altre articolazioni oltre a quelle del rachide, quali le anche, le ginocchia, e le caviglie, che sono quelle maggiormente interessate. L’effetto su queste articolazioni è similare a quello sul rachide; ci può essere anche dolore e persino tumefazione, ma il trattamento fa recedere questi sintomi. Infine, ci può essere qualche limitazione nei movimenti delle articolazioni colpite ma con un idoneo trattamento ed esercizi attivi fin dall’inizio, la disabilità diventa minima.
L’osso del calcagno può essere colpito in due zone: una dove si attacca la fascia plantare, proprio sotto il piede, circa tre centimetri dal bordo posteriore; l’altra, più frequente, dove s’attacca il tendine di Achille. Lo stare in piedi e il cammino accentuano la sensazione dolorosa; quando colpisce l’osso della “seduta”, cioè la parte inferiore del bacino, rende spiacevoli le sedie dure (sinfisite pubica).
Raramente, la SPA interessa anche altri organi: si possono osservare delle alterazioni cicatriziali del tessuto polmonare, che danno luogo a difficoltà respiratorie. A volte può interessare il cuore, con disturbi a livello dell’attività elettrica e della valvola aortica. Più comune è l’interessamento all’occhio: qualora dovesse comparire un arrossamento con dolore marcato sarebbe opportuno andare subito dal medico o al pronto soccorso oculistico, riferendo al medico il proprio stato di malattia.

CONDIZIONI LEGATE ALLA SPA
Esistono altre malattie che appartengono alla stessa famiglia delle spondiloartriti sieronegative:

  • La sindrome di Reiter
  • Il reumatismo cronico giovanile
  • L’artrite psoriasica
  • Il morbo di Wipple
  • La rettocolite ulcerosa
  • Il morbo di Crohn

LA TERAPIA MEDICA
Sebbene la malattia non possa essere curata fino a completa guarigione, i farmaci antinfiammatori permettono di ridurre il dolore, di dormire e di stare meglio in generale, consentendo così una maggiore abilità per gli esercizi fisici. Detti farmaci antinfiammatori devono essere assunti a stomaco pieno, per evitare i disturbi gastrointestinali.
Molti pazienti non hanno bisogno di farmaci qualora abbiano realizzato un regolare programma di esercizi, altri li assumono solo quando i sintomi si fanno sentire, altri ancora li assumono regolarmente ogni giorno.
Il trattamento chirurgico trova poco spazio nella cura di questa malattia. Viene usata la chirurgia per far tornare il movimento all’anca, molto raramente per accomodare la schiena o il collo di chi è divenuto talmente curvo da non poter guardare avanti o non poter camminare.
Anziché corsetti e fasciature è meglio sviluppare ed elasticizzare la muscolatura adatta per mantenere una buona postura con mezzi naturali.

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