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Osteoporosi: cause e fattori di rischio, sintomi, diagnosi, cura e prevenzione

54hL’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e maggior rischio di fratture. Si tratta di una malattia difficile da riconoscere, definita il “ladro silenzioso” perché ruba per anni, senza farsene accorgere, il calcio del nostro osso.

La sua vera causa rimane sconosciuta, ma molti sono i fattori di rischio: età (è prevalentemente una malattia della terza età), sesso (donne più colpite degli uomini. Esse hanno una minore massa ossea rispetto ai maschi; inoltre la rapida riduzione degli ormoni sessuali (estrogeni) che si verifica intorno ai 50 anni con la menopausa determina una più rapida e precoce perdita di massa ossea); razza bianca o asiatica (le popolazioni di pelle chiara hanno una ridotta massa ossea rispetto a quelle di pelle scura); familiarità per osteoporosi o fratture da fragilità (una famiglia in cui siano già comparsi casi di osteoporosi ha maggiori probabilità di svilupparne altri.Si calcola che il 60% della massa ossea sia determinato da un insieme di geni che ogni individuo eredita, mentre il restante 40% da fattori ambientali (alimentazione, attività fisica, stile di vita, malattia); dieta povera di calcio (che rende impossibile un normale processo di rimodellamento osseo, favorendo il progressivo impoverimento dello scheletro); mancanza di attività fisica (l’osso ha bisogno di stimoli meccanici per mantenere la sua robustezza e una regolare attività fisica favorisce il mantenimento della massa ossea); eccessivo fumo, alcol e caffeina, menopausa precoce, periodi prolungati di amenorrea (maggiori ad un anno) o ipogonadismo maschile; malassorbimento intestinale, abuso di lassativi, malattie endocrine (iperprolattinemia, morbo di Cushing, ipertiroidismo), malattie reumatiche (artrite reumatoide), uso di farmaci (cortisonici, anticoagulanti, antiacidi ecc.), trapianti d’organo.Fino alla comparsa di fratture, la maggior parte delle persone non ha sintomi. Di conseguenza, l’osteoporosi viene diagnosticata solo quando si verificano fratture o compare il dolore. Tra i sintomi caratteristici: maggiore frequenza delle fratture, spesso senza una causa apparente (cd. fratture spontanee), dolori cronici (in particolare alla schiena), riduzione della statura a causa del cedimento della colonna vertebrale (incurvamento), comparsa di pieghe cutanee sulla schiena, formazione di un ventre tondeggiante dovuto all’incurvamento della colonna vertebrale.Per diagnosticare l’osteoporosi occorre un’attenta valutazione della storia della salute del paziente, tramite un colloquio col medico che rilevi una pregressa storia di dolori alla schiena, lo stato fisico funzionale (capacità di continuare a svolgere le faccende domestiche, il mantenimento dei rapporti sociali, quindi la mobilità all’esterno dell’abitazione, la percezione che il paziente ha del proprio stato di salute fisico e mentale). Si passa poi agli esami strumentali: densitometria o mineralometria ossea computerizzata (MOC) per misurare la densità minerale ossea; la densitometria a raggi X , basata sull’impiego di raggi gamma o X che, attraversando un segmento osseo (es. polso) subiscono un’attenuazione proporzionale alla densità dell’osso stesso; densitometria a ultrasuoni (uso di ultrasuoni che impiegano onde acustiche ad alta frequenza); TAC, impiegata in maniera quantitativa per misurare la densità ossea della porzione centrale delle vertebre lombari). Alcuni esami di laboratorio possono integrare la diagnosi strumentale: calcemia, fosforemia, misura dell’idrossiprolina (HOP) nel sangue e nelle urine; in qualche caso il dosaggio del paratormone (PTH) nel sangue (paratiroidismo, patologia da iper o ipofunzionamento delle ghiandole paratinoidi).Le donne in menopausa a rischio di osteoporosi possono utilizzare la terapia estrogenica sostitutiva o il raloxifene (un modulatore selettivo del recettori degli estrogeni) per prevenire o bloccare la perdita di densità ossea. In tutti i tipi di osteoporosi, i farmaci appartenenti alla classe dei bifosfonati (come alendronato, zoledronato, risedronato), in grado di inibire il riassorbimento osseo, vengono utilizzati a scopo sia preventivo che terapeutico. Indicata in alcuni casi anche la calcitonina sotto forma di spray nasale. Recentemente, è stato introdotto in terapia l’ormone paratiroideo, con risultati incoraggianti.per prevenire l’osteoporosi: dieta ricca di calcio adeguata all’età, moderata ma regolare attività fisica, normale disponibilità di vitamina D che serve ad assorbire il calcio nell’intestino (la vitamina D si forma nella pelle per azione della luce del sole, per cui per avere quella che ci serve basta un po’ di vita all’aria aperta; anche se per gli anziani può essere necessario un supplemento di vitamina D); alimentazione abbondante ma molto varia, in modo da assumere una quantità equilibrata dei vari principi alimentari e non soffrire di carenze. Il calcio è contenuto nel latte e nei suoi derivati (yogurt, formaggi, latticini), ma anche nel pesce (alici, polipi, calamari, gamberi),nei vegetali verdi ( broccoletti, indivia, carciofi, spinaci), arachidi, pistacchi, noci, mandorle, nocciole, fichi secchi. La vitamina D è l’unica vitamina che non siamo costretti ad assumere coi cibi, quindi che siamo capaci di sintetizzare… basta quindi la luce, stando all’aperto per un’ora al giorno.(Fonte meteoweb.eu)

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