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e c’è chi dice SI (i malati reumatici)

 Recentemente, in occasione dell’ultimo convegno dell’Asmar, l’Assessore della Sanità, on. Antonello Liori, ha esternato pubblicamente la sua intenzione di realizzare, entro il 2010, un nuovo reparto ospedaliero di reumatologia. Decisione ampiamente condivisa anche dall’on. Marco Espa, Vicepresidente della Commissione Regionale Sanità, presente anch’egli all’incontro.

La reazione del Direttore della struttura di reumatologia del Policlinico di Cagliari, Alessandro Mathieu, che gestisce gli unici posti letto finora disponibili in Sardegna, non si è fatta attendere.  È stata, a nostro avviso, scomposta e inopportuna, denota autoreferenzialità ed è assolutamente poco critica nei confronti di una situazione assistenziale ormai non più tollerabile.

Infatti, in contrapposizione con l’Assessore, lo stesso Mathieu ha dichiarato che in Sardegna non serve un altro reparto ospedaliero per la cura delle malattie reumatiche. Il motivo? La struttura da lui diretta è già più che sufficiente.

Giova ricordare che nella nostra Isola, salvo il centro realizzato presso Policlinico Universitario, non esiste un solo ospedale che abbia un reparto dedicato a tale specialistica. Non solo, nei tanti ospedali della nostra Regione non esiste la figura del reumatologo.

Ovviamente, come Associazione dei Malati, non possiamo che dissentire da quanto affermato dal professore. Infatti, se Alessandro Mathieu ritiene che un nuovo reparto non serva, noi siamo fermamente certi che un nuovo centro sia assolutamente vitale per i pazienti.  Esso è più che utile, è addirittura essenziale per i malati reumatici, per i tanti pazienti costretti a lunghe attese pur di beneficiare di una visita in un centro di alta specializzazione. Ma non solo, un centro specialistico è necessario a chi, non trovando alternative, è spinto a cercare assistenza presso gli studi privati o addirittura ad andare fuori Sardegna.

Il nuovo centro serve eccome, serve alla Sardegna e a tutti i malati sardi.

Ancora, sempre Mathieu dichiara che, per merito della sua struttura, in Sardegna va tutto bene.

Il nostro parere è che sia più corretto lasciar giudicare i pazienti, unici legittimati a dare un’opinione veramente indicativa, un’opinione fondata su esperienze vissute in prima persona. E i malati reumatici non perdono occasione per manifestare la loro sofferenza, la loro situazione di abbandono, il loro immenso disagio.

Fino a un anno fa la Sardegna era la regione più colpita d’Italia. Per denunciare il fatto l’Associazione Nazionale dei pazienti convocò, il 23 novembre 2009, una conferenza stampa dal titolo “Artrite Reumatoide: Sardegna la regione più colpita d’Italia”.

Tra i relatori c’era proprio il professor Mathieu, il quale avvalorò quest’ultimo allarmante dato, in presenza del presidente dell’Asmar Ivo Picciau, dell’Assessore Antonello Liori, del Referente regionale del Croi Roberto Murgia, e del senatore Massidda, il quale, proprio in quell’occasione, illustrò una proposta di legge presentata appositamente per contrastare il fenomeno.

Alla conferenza, oltre ai giornalisti, erano presenti ben 150 persone.

Bene, cos’è cambiato da un anno a questa parte?

I pazienti dicono a gran voce: “Nulla… non è cambiato proprio nulla!!!”.

Ma pare che non sia così per tutti, il professore, nel suo articolo ritiene che nella nostra Isola le malattie reumatiche siano addirittura meno frequenti che in altre regioni.

Ma come… si è ridotta in maniera esponenziale la percentuale dei malati reumatici?

E qual’è stata la causa di questo provvidenziale miracolo?

Nel giro di un anno si è riusciti a vincere “la partita” contro la diffusione di queste gravi affezioni, portandole addirittura sotto la soglia della media nazionale.

Eppure, anche alla luce di quanto pubblicato nel Piano sanitario regionale, le malattie reumatiche sono classificate Patologie di particolare rilevanza sociale e, come riportato a pag. 19 nel capitolo Epidemiologia, “La Sardegna ha un’elevata presenza di persone con malattie reumatiche… – le quali – …costituiscono una delle maggiori cause di ricorso ai servizi sanitari”.

Anche queste falsità? Tutti millantatori coloro che hanno scritto, discusso e approvato il documento?

Nello stesso documento (diventato Legge nel 2007) e in quello redatto dalla precedente Giunta, viene confermata la necessità di “creare una struttura ospedaliera reumatologica di alta specializzazione con funzione di riferimento per tutta l’area regionale”. Tutti visionari?

Le indagini dell’Istat non sono “scienza esatta” (neanche la scienza medica lo è), ma sono certamente indicativi e i risultati parlano chiaro.

Infine, appare doveroso osservare come lo stesso Mathieu concluda il suo articolo dando una personalissima interpretazione dei dati dell’Assessorato della Sanità sull’ospedalizzazione reumatologica.

Come mai, ad esempio, i ricoveri di artrosi, pur essendo a tutti gli effetti classificati come reumatologici, vengono considerato ortopedici; e ancora, si fa riferimento ai dati di solo 9 malattie reumatiche, quando sono oltre 100 quelle riconosciute e classificate dai dati Sir (Società Italiana di reumatologia).

Questa lettura dei dati non rispecchia affatto, a nostro parere, la concreta situazione che ogni giorno è costretto a vivere il malato reumatico.

Per quanto sopra, il Consiglio direttivo del’Asmar, all’unanimità e con il parere positivo dei Responsabili provinciali e dei Gruppi di Patologia, nel dissociarsi da quanto affermato dal professor Mathieu, stigmatizza e denuncia, a nome dei malati reumatici che la stessa rappresenta, il permanere di una situazione di estremo allarme sociale e intende comunicare questo stato di sofferenza non solo alle Istituzioni, ma anche alla Comunità scientifica di appartenenza dello stesso professore Mathieu, così come alle Autorità Politiche e Sanitarie e all’Opinione Pubblica tutta.

Si riserva, inoltre, di esternare il suo estremo dissenso con quanto dichiarato dallo stesso professore, anche mediante manifestazioni di protesta, ovviamente legittime e rispettose, ma che consentano un corretto ed efficace diritto di replica, e permettano di divulgare il sentito dissenso e malessere dei malati, affinché chi di competenza si impegni per poter concretamente risolvere questo increscioso stato di cose.

Consiglio Direttivo ASMAR Onlus (Associazione Sarda Malati Reumatici)

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