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Artrite reumatoide, trattamento con tocilizumab, nella real life, non associato ad aumento eventi CV rispetto all’atteso

Nei pazienti con AR in trattamento con tocilizumab, il tasso di manifestazione di eventi cardiovascolari maggiori rientra nel range osservato per gli altri farmaci biologici utilizzati nel trattamento di questa condizione, ed è prossimo ai tassi riportati in analisi precedenti su studi di estensione di trial registrativi sull’impiego del farmaco. Queste le conclusioni nella real life di uno studio pubblicato sul Clinical and Experimental Rheumatology, basato sui dati di un registro francese di pazienti (REGATE).

Disegno dello studio

Lo studio si è proposto due obiettivi: 1) esaminare il tasso di manifestazione di eventi CV principali in pazienti con AR trattati con tocilizumab nella pratica clinica reale; 2) analizzare le variazioni dei livelli di colesterolo totale (CT), LDL-C e HDL-C in questi pazienti.In relazione al primo obiettivo dello studio, costituiva motivo di inclusione l’aver ricevuto almeno una infusione di tocilizumab e l’essere andati incontro ad un evento avverso CV o cerebrovascolare principale [MACCE – es: stroke ischemico, ischemia cardiaca (angina, infarto del miocardio, sindrome coronarica acuta), scompenso, morte per cause CV. Quanto al secondo obiettivo dello studio, sono stati prelevati campioni ematici per la determinazione dei livelli di TC, LDL-C e HDL-C in tutti i partecipanti all’inizio dello studio e poi a 3, 6 mesi e ad un anno. Tra il 2011 e il 2013, erano stati inclusi nel registro REGATE 1.496 pazienti con AR. L’analisi è stata condotta su 1.491 pazienti, in quanto non erano disponibili i dati completi di follow-up relativi a 5 individui.Tutti i partecipanti allo studio sono stati trattati con tocilizumab solo mediante infusione. Il follow-up ha avuto una durata media pari a 3,75 anni, che corrispondevano a 5.591 pazienti-anno (PY).

Risultati principali

Nel corso del follow-up sono stati registrati 35 MACCE in 33 pazienti (2 partecipanti dello studio hanno sperimentato, ciascuno, due eventi CV), corrispondenti ad una incidenza di MACCE pari a 0,63 per 100 PY.Nel complesso, 23 di questi 35 MACCE erano rappresentati da ictus ischemici (0,41 per 100 PY). I 12 eventi rimanenti erano rappresentati da casi di ischemia cardiaca (0,21 per 100 PY). Non sono stati riportati casi di scompenso o di morte per cause CV. Il tempo medio dall’inizio del trattamento con tocilizumab alla manifestazione di un MACCE è stato pari a 2,3±1,3 anni. La mediana del tempo dall’ultima infusione di tocilizumab alla manifestazione di un MACCE è stata pari a 73 giorni (IQR: 0-43 giorni).
Al tempo della manifestazione di un MACCE, il 48,6% dei pazienti (17 su 35) era ancora in trattamento con tocilizumab, con un 58,8% di pazienti (10 su 17) in trattamento monoterapico, il 35,6% (6 su 17) in trattamento combinato con metotressato e il 5,9% (1 su 17) in trattamento combinato con leflunomide.
Inoltre, il 65,6% dei partecipanti allo studio assumeva steroidi al tempo della manifestazione di un MACCE, con un dosaggio medio giornaliero impiegato pari a 7,5 ± 4,9 mg.
L’età e una storia personale di malattia CV sono stati identificati come fattori di rischio di eventi CV (OR=1,06; IC95%= 1,02-1,09; P =0,003 e OR= 4,10; IC95%=1,90-8,83, rispettivamente).
L’appartenenza al sesso femminile, invece, è risultata essere un fattore protettivo (OR=0,29; IC95%=0,14-0,64; P =0,002).
Per quanto l’impiego di steroidi potrebbe, stando ad alcune ipotesi, giocare un ruolo sulla manifestazione di un MACCE, le osservazioni fatte non sono risultate statisticamente significative.
Tutto i livelli di colesterolo sono aumentati dopo il terzo mese di terapia con tocilizumab, con incrementi riferiti a 3 mesi di TC, LDL-C e HDL-C pari, rispettivamente, al 15,4%, 18,9% e 13,4%.

Riassumendo

Pur con alcuni limiti metodologici ammessi dagli stessi ricercatori (mancanza dati relativi a tutte le forme di colesterolo e numero ridotto di MACCE, che potrebbe aver influito negativamente sull’identificazione dei fattori di rischio associati per mancanza di potere statistico), lo studio conclude che, a fronte di un incremento dei livelli di tutte le forme di colesterolo associato al trattamento con tocilizumab, gli eventi CV osservati rientrano e non superano i valori attesi per i pazienti affetti da AR. 

Fonte: Pharmastar                                                                                                                   

 

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