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In piazza contro le patologie reumatiche cronico invalidanti

72aCagliari, piazza del Carmine, domenica 19 ottobre dalle 9 alle 14

La Sardegna è una delle regioni con la percentuale più elevata di malattie reumatiche cronico invalidanti. Dalle indagini ISTAT (vedi www.istat.it/sanita/sociosan il 23 % dei sardi sono affetti da artriti e artrosi e l’8 da osteoporosi, contro una media nazionale rispettivamente del 18 e del 5%.Per richiamare l’attenzione su un fenomeno sottovalutato l’Asmar (Associazione sarda malati reumatici) ha organizzato a Cagliari, domenica 19 ottobre dalle 9 alle 14, una manifestazione in piazza del Carmine per informare i malati su assistenza e nuove cure e sensibilizzare autorità e opinione pubblica sui risvolti sociali.Sarà distribuito materiale informativo sulle varie patologie reumatiche (artrite reumatoide, spondilite anchilosante, artrite psoriasica, les, sclerodermia, osteoporosi, sjogren, artrosi, fibromialgia). Inoltre sarà presente un “punto informativo” per fornire, a cura di medici specialisti ed esperti, consulenza sulle patologie, sulle nuove terapie e sui diritti derivanti dalla cronicità della malattia. “Escluso il Policlinico universitario, dove bisogna attendere più anche nove mesi per una prima visita, in Sardegna, unico caso in Italia, non esistono reparti ospedalieri di reumatologia, – spiega il presidente dell’Asmar, Ivo Picciau – artrite reumatoide, spondilite anchilosante o connettiviti sistemiche, solo per fare qualche esempio, sono patologie gravi e rapidamente invalidanti, la possibilità di bloccarne la progressione dipende da una diagnosi precoce e dall’impostazione di una terapia corretta già dalle prime fasi”.  “Un altro problema è l’assenza della reumatologia pediatrica, – afferma Marta Cocco di anni25, responsabile della sezione Asmar della provincia di Oristano – ho l’artrite reumatoide da quando avevo un anno, per curarmi ho dovuto trascorrere gran parte della mia vita viaggiando tra Oristano e Milanocon enormi sacrifici per me e per la mia famiglia. La mia giovinezza l’ho trascorsa in ospedali lontani da casa: quando avevo 5 anni sono stata ricoverata 5 volte in un anno e tra il 2009 e l’inizio di quest’anno ho subito una serie di interventi protesici ad entrambe le anche e le ginocchia ormai compromesse dall’evoluzione della malattia. Ora, con l’ausilio di una stampella, ho ripreso a muovermi da sola, riacquistando un minimo di autonomia.”

Il 60% di persone affette da artrite reumatoide attende 1 o 2 anni prima di ricevere una corretta diagnosi e una terapia efficace. Combattono ogni giorno con una malattia cronica, progressiva e invalidante che impedisce loro di svolgere anche le più normali attività quotidiane, da un’indagine del Censis risulta che: il 42,9 % ha dovuto interrompere tutte le attività extra lavorative; il 28,2 % sente di essere un peso per gli altri; per il 26,7 % la malattia ha avuto un impatto negativo sulla vita sessuale; per il 16,2 la malattia ha avuto un impatto negativo sulla relazione di coppia o ha interrotto una relazione affettiva; il 9,1 % ha rinunciato al desiderio di maternità/paternità; il 26,4 non riesce a di guidare la macchina o a usare i trasporti pubblici; 7 malati su 10 hanno problemi a lavarsi e vestirsi, a portare la borsa, ad aprire un rubinetto o avvitare una moka.  

Sofferenze evitabili se solo la malattia fosse diagnosticata in fretta e curata subito con le terapie che riescono a bloccarne la progressione.

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