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A Cagliari, presso la Regione, presentati i PDTA per malattie croniche promossi da Cittadinanzattiva

Presentati i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) per le malattie croniche infiammatorie dell’intestino e per le malattie reumatiche infiammatorie, realizzati da Cittadinanzattiva in collaborazione con Amici Onlus e Anmar. A breve delibera della Regione Sardegna per renderli realtà in ogni azienda sanitaria.

Cagliari, presso la Sala Anfiteatro della Regione Sardegna, Cittadinanzattiva ha presentato i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) per le malattie croniche infiammatorie dell’intestino e per le malattie reumatiche infiammatorie, realizzati in collaborazione con Amici Onlus e Anmar.I due PDTA saranno a breve adottati con delibera dalla Regione Sardegna per renderli operativi su tutto il territorio sardo. “Sarà un progetto lestu”, promette in sardo l’assessore alla sanita’ Luigi Arru, presente all’incontro, che aggiunge “sarà mio impegno morale tradurre la delibera in azioni concrete”.L’incidenza delle patologie croniche ha visto negli ultimi anni un aumento costante, per poi calare leggermente dal 38,6% nel 2012 al 37,9% nel 2013. In parallelo è aumentata la loro incidenza in termini di costi sulla spesa pubblica socio-sanitaria. Non aumenta invece l’utilizzo di strumenti di governance che garantiscano uno standard omogeneo di cure su tutto il territorio nazionale e un efficace utilizzo delle risorse economiche. Primo fra tutti l’utilizzo di Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA).I due PDTA, pur affrontando patologie diverse, sono stati costruiti partendo dal punto di vista e dai bisogni dei cittadini/pazienti, integrando i contributi dei principali professionisti e sono stati realizzati grazie al contributo non condizionato di Abbvie. Secondo il XII Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità di Cittadinanzattiva per una patologia su quattro non esistono PDTA o non sono conosciuti dalle associazioni di riferimento (25,6%). Sempre in un caso su quattro sono stati realizzati PDTA sia al livello nazionale che regionale; leggermente più alta la percentuale di PDTA al livello regionale (28,2%). Nel caso in cui i PDTA siano stati sviluppati, tuttavia, le associazioni di pazienti di riferimento non sono state coinvolte (57,9%) e addirittura in un caso su 4, anche se esistono, le associazioni non ne sono informate. Da qui la necessità di promuovere PDTA che mettessero al centro il percorso del paziente, adottabili al livello nazionale, regionale e locale. Per farlo si è partiti da due patologie: le malattie croniche infiammatorie dell’intestino (MICI) con una incidenza stimata di 10-15 nuovi casi su 100.000 abitanti l’anno, ed in costante aumento e le malattie reumatiche infiammatorie e auto-immuni, con un’incidenza del 3,5% sulla popolazione italiana, prima causa di assenza dal lavoro e seconda di invalidità.”L’approvazione, ad ottobre, da parte della Conferenza Stato Regioni dei due PDTA è molto importante in quanto mette a disposizione di tutte le Regioni uno strumento che, adattato alle varie realtà locali, permetterà di strutturare al meglio le reti sanitarie ed i percorsi terapeutici, permettendo la presa in carico del paziente dalla prevenzione alla riabilitazione, garantendo una diagnosi precoce, l’appropriatezza delle cure, l’integrazione degli interventi ed equità di accesso ai trattamenti su tutto il territorio nazionale, e conseguendo, se ben applicato, anche un contenimento della spesa, sia essa pubblica che a carico dei cittadini”, ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato e responsabile del Coordinamento nazionale delle Associazioni di Malati Cronici-Cittadinanzattiva.

“Questi due PDTA sono a disposizione di tutte le Regioni italiane; per questo oggi siamo qui, insieme alle associazioni di pazienti che con noi hanno lavorato per realizzarli e alla disponibilità e all’impegno dell’Assessorato alla Sanità della Sardegna, per renderli operativi su tutto il territorio regionale”.

“Non è un caso che questi nuovi percorsi di diagnosi e terapia per patologie croniche così diffuse stiano per essere adottati in questa Regione, aggiunge Francesca Moccia, Commissario di Cittadinanzattiva Sardegna, la nostra organizzazione in Sardegna è presente e fortemente radicata nei diversi territori e potrà garantire il supporto dei cittadini all’attuazione di percorsi per un migliore accesso e una migliore qualità delle cure”.
“Apprezziamo molto che la Regione Sardegna abbia posto la propria attenzione sui “PDTA sulle malattie reumatiche ed autoimmuni” da noi approntati insieme a Cittadinanzattiva, ai Reumatologi, agli altri operatori sanitari nonché alle Istituzioni sanitarie a livello nazionale”, dichiara Renato Giannelli, Presidente ANMAR. “Speriamo che anche questo esempio permetta una sensibilizzazione di tutte le Istituzioni sanitarie regionali che, in un momento di risorse limitate, possono trovare in questo strumento sia una modalità di razionalizzazione della spesa sia soprattutto una migliore rispondenza al bisogno di “salute” dei cittadini compresa una più agevole “diagnosi precoce”, importantissima per la limitazione dei danni permanenti provocati fin dal proprio insorgere da tali patologie”.”Presentiamo – spiega Salvatore Leone, Direttore Generale di A.M.I.C.I. Onlus – uno strumento di “Clinical Governance” che attraverso un approccio per processi definisce gli obiettivi, i ruoli e gli ambiti di intervento, garantisce chiarezza delle informazioni all’utente e chiarezza sui compiti degli operatori, aiuta a migliorare la qualità, la costanza, la riproducibilità e l’uniformità delle prestazioni erogate, riducendo i rischi e le complicanze. La standardizzazione delle cure può costituire un’opportunità di risparmio per il SSN, in quanto tende a far diminuire la mobilità dei pazienti. Nel caso delle MICI, il PDTA sarà anche un valido strumento per provare a ridurre i tempi di attesa per la diagnosi, che spesso determina un decorso aggressivo della malattia. Il prossimo passo sarà verificare nelle diverse Regioni l’approvazione delle delibere attuative e la concreta implementazione del PDTA, in base alle caratteristiche delle singole realtà locali, individuando nel percorso quelle prestazioni che soddisfano le esigenze dei pazienti nel rispetto della sostenibilità. Con queste premesse, e preso atto della grande sensibilità mostrata dall’Assessore Arru, ci aspettiamo una delibera attuativa da parte della Regione Sardegna”Nel caso dell’assistenza alle persone con malattie croniche infiammatorie dell’intestino, il PDTA è stato realizzato in collaborazione con: ACOI, AgeNaS, AIGO, ANMDO, FIASO, FIMMG, IG-IBD, IPASVI, SIED, SIFO, SIGE, SIHTA, SIMG, oltre che rappresentanti degli psicologi, dei professionisti e pazienti dell’area reumatologica e della programmazione regionale. Per le malattie reumatiche infiammatorie sono stati coinvolti: SIR, CROI, AGENAS, AIFI, AIR, FIASO, FIMMG, SIFO, SIHTA, SIMFER, SIMG oltre che rappresentanti di professionisti e pazienti dell’area gastroenterologica e della programmazione regionale.

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