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Mercoledì 09 Maggio 2012 14:40 |
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I dati dello studio CAPRA-2 [Circadian Administration of prednisone in Rheumatoid Arthritis], pubblicato di recente sugli Annals of the Rheumatic Diseases, hanno dimostrato che Lodotra® (prednisone a rilascio modificato) in combinazione con un disease modifying anti-rheumatic drug (DMARD), ha migliorato rapidamente i sintomi dell’artrite reumatoide (AR), tra cui la rigidità mattutina ed il dolore, ed è stato clinicamente efficace nel ridurre la gravità della malattia rispetto al placebo.
CAPRA-2 è uno studio di 12 settimane, in doppio cieco, controllato verso placebo su pazienti adulti con AR attiva (n=350), i quali sono stati randomizzati in rapporto di 2:1 per ricevere prednisone a rilascio modificato (5 mg) o placebo, una volta al giorno, la sera, in aggiunta alla loro terapia con DMARD. Lo studio CAPRA-2 dimostra che il prednisone a rilascio modificato, in aggiunta a DMARD, ha prodotto risultati a 12 settimane migliori rispetto a quelli ottenuti dal gruppo con placebo e DMARD rispetto all’ACR20 (48% vs 29%, p<0.001) e ACR50 (22% vs 10%, p<0.006).1 Una differenza significativa nei valori di ACR20 è stata osservata già dopo 2 settimane e tale differenza è rimasta significativa per tutto lo studio (p<0.005). Inoltre, dopo 12 settimane, nel gruppo con prednisone a rilascio modificato rispetto a placebo si è ottenuta una maggiore riduzione della severità dell’AR (Disease Activity Score 28, p<0.001), dell’affaticamento (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy – Fatigue score, p=0.003) e un miglioramento della funzionalità fisica (36-item Short-Form Health Survey score, p<0.001). Il gruppo
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Giovedì 19 Aprile 2012 10:05 |
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Il 24 aprile 2012 è convocata l’assemblea ordinaria dei soci, alle ore 18,30 in prima convocazione e alle ore 19,00 in seconda convocazione, presso la sede operativa dell’Asmar, sita a Cagliari in via Dante 20, con il seguente ordine del giorno:
1) relazione del Presidente sull’attività dell’Asmar nel 2011;
2) approvazione bilancio consuntivo del 2011;
3) programmi per il 2012.
Il presidente
Ivo Picciau
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Martedì 27 Marzo 2012 16:04 |
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L’artrite reumatoide precoce è in Italia un fenomeno piuttosto diffuso, poiché colpisce circa 300.000 donne di età compresa tra i 35 ed i 50 anni di età. Il dato più sorprendente è relativo agli uomini, che invece risultano affetti dalla malattia in rapporto di 1 a 2,5 rispetto alle donne.
Le informazioni sono state divulgate dall’O.N.Da, l’osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, in associazione con Anmar e Mundipharma.
L’artrite reumatoide incide in modo significativo nella sfera fisica, psicologia e sociale di una donna, compromettendo l’attività sessuale i rapporti di coppia ed in genere le relazioni interpersonali.
Il fatto che colpisca in età precoce, tra l’altro, pone un serio problema anche dal punto di vista psicologico, visto che per molte donne il dolore cronico e l’impossibilità a condurre una vita normale possono essere
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Venerdì 03 Febbraio 2012 09:54 |
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Uno studio dell’Università dall’Aquila e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma individua nuovi meccanismi che ci fanno comprendere come funzionano le ossa con uno studio pubblicato su Nature Comminications, indica che esistono nuovi meccanismi che regolano in modo assai complesso il metabolismo delle cellule presenti nelle ossa.
L’obiettivo dello studio era comprendere come alcuni fattori importanti per le cellule ossee lavorassero in maniera coordinata per permettere una normale funzione del tessuto e come questi fossero alterati in una serie di patologie che vedono coinvolto lo scheletro.
«Da molti anni, in collaborazione con il Prof. Fabrizio De Benedetti, Responsabile della Reumatologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, studiamo il ruolo svolto da una molecola nota come IL-6 nelle malattie infiammatorie dei bambini, le quali purtroppo riducono la loro crescita e li predispongono allo sviluppo di osteoporosi in età precoce» spiega Anna Maria Teti, coordinatrice del lavoro.
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Mercoledì 04 Aprile 2012 15:28 |
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Alle 9 di sabato 12 maggio, al teatro civico di Sassari, in corso Vittorio Emanuele 35, si terrà il convegno ”Malattie reumatiche: cure e rimedi”.
Si affronteranno tutti i temi sulle terapie impiegate per contrastare le varie patologie reumatiche, dai FANS al cortisone, dalle terapie di fondo ai nuovi farmaci biotecnologici, dalla terapia fisica a quella chirurgica.
È anche l’occasione per fare il punto sulla situazione assistenziale reumatologica nella provincia di Sassari.
Tra i moderatori, il presidente dell’Asmar Ivo Picciau, che introduce i lavori, il responsabile ASMAR della provincia di Sassari Mariano Salis e la storica dirigente provinciale Daniela Carta. I moderatori scientifici sono: il professor Giuseppe Passiu, direttore della Struttura Complessa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari e il reumatologo Giuseppe Nuvoli della ASL n. 1 di Sassari.
Vedi il programma
Vedi la locandina
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Martedì 27 Marzo 2012 15:53 |
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La vita dei malati reumatici può variare, anche sensibilmente, quando ci sono cambiamenti negli stili di vita e nelle abitudini, ciò può anche modificare l’efficacia di una terapia. Per questo sono nati i registri delle malattie reumatiche autoimmuni, che seguono i malati negli anni, valutando efficacia, eventi avversi, qualità della vita e altri parametri.
In Italia ne esistono tre: Monitor-net, Lorhen (esclusivo della regione Lombardia) e Gisea. Ma è soprattutto da quest’ultimo, che ha ormai 12 anni e segue quasi 6.000 pazienti in tutta Italia, che stanno emergendo dati nuovi, alcuni dei quali già presentati a convegni internazionali, o in corso di pubblicazione. «Una delle indicazioni più interessanti ai fini della terapia riguarda i pazienti obesi, che di solito sono esclusi dalle sperimentazioni cliniche, e sui quali i farmaci biologici sembrano funzionare meno bene» spiega Giovanni Lapadula, direttore Dipartimento di medicina interna del Policlinico di Bari, principale curatore del registro. «Il motivo è che il grasso bruno addominale produce adipochine, che favoriscono l’infiammazione, facendo aumentare complessivamente il rischio di ammalarsi ma
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Venerdì 03 Febbraio 2012 09:44 |
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La qualità della vita può peggiorare sensibilmente quando si è affetti da una qualche malattia. Lo sperimentiamo anche quando abbiamo soltanto una banale influenza che ci costringe a letto. Ma che dire quando le malattie sono più serie e assumono connotati invalidanti, come nel caso dell’artrite reumatoide? Lo sconforto che può colpire chi ne soffre, in questi casi è più che comprensibile.
A mettere in evidenza il disagio e quanto questa patologia possa essere difficile da gestire è un sondaggio promosso dall’Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR) e realizzato grazie al supporto di Bristol-Myers Squibb. L’indagine si è svolta sia online che per mezzo di questionari in forma cartacea distribuiti a 16 centri di cura della Penisola. Nel totale sono state elaborate 533 risposte (293 via internet e 240 provenienti dalle strutture).
I dati raccolti fanno emergere come la malattia influisca sulla qualità della vita per il 93% dei pazienti colpiti, mentre per l’85% influisce sulla capacità di compiere i più semplici gesti quotidiani, come aprire una bottiglia, svolgere attività
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