Due interrogazioni in Parlamento sulla fibromialgia. Le hanno presentate martedì 2 febbraio alla Camera rispettivamente Antonio Borghesi e Antonio Palagiano dell'Idv. La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una patologia caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità, alla quale si affiancano una vasta gamma di disturbi tra cui dolore cranico, insonnia e astenia. La tensione muscolare è la principale causa di dolore, dolore che in alcuni casi è localizzato (le sedi più frequenti sono il collo, le spalle, la schiena, le gambe), ma talvolta è diffuso dappertutto provocando rigidità, limitando i movimenti o dando una sensazione di gonfiore a livello delle articolazioni. Chi è affetto dalla patologia si sente sempre stanco e si affatica anche per minimi sforzi e la fibromialgia causa insonnia.
Borghesi si preoccupa in particolare di rilanciare le richieste dell'Associazione nazionale fibromialgia stanchezza cronica che mirano ad un progetto di ricerca per la caratterizzazione biologica e clinica di questa patologia e a riconoscere ai pazienti da un lato i necessari permessi di astensione al lavoro anche prolungati e dall'altro il codice di esenzione dal pagamento dei ticket e dei farmaci. Palagiano chiede di sapere dal governo quali iniziative si intendano assumere per il riconoscimento di questa patologia e delle patologie ad essa correlate e per la loro inclusione nell'elenco delle malattie sociali e quali forme di sostegno alla ricerca medica italiana si intendano adottare per completare gli studi e le sperimentazioni.
La chiave per prevenire e curare l'osteoporosi potrebbe nascondersi nelle ossa del cranio. E' quanto suggeriscono i risultati di una ricerca condotta da una equipe della Queen Mary University di Londra e adesso pubblicata dalla rivista PLoS ONE.
Ne da' notizia il Professor Salvatore Minisola, docente di Medicina Interna all'Universita' 'Sapienza' di Roma e Presidente della SIOMMMS, la societa' scientifica italiana alla quale aderiscono endocrinologi, reumatologi, geriatri, pediatri ecc., ovvero gli specialisti che da varie angolazioni trattano le patologie legate all'osteoporosi, al metabolismo minerale e alle malattie dello scheletro.
La ricerca, spiega Minisola, smentisce in particolare la convinzione che le ossa siano tutte uguali, dimostrando appunto che tra quelle del cranio e quelle del resto del corpo esistono differenze sostanziali. Studiando cellule prelevate da cavie di laboratorio, i
Meglio per le donne evitare lo stress, brevi momenti non costituiscono necessariamente una cosa negativa e per alcune donne possono essere stimolanti, ma, a lungo termine, lo stress può essere devastante per la salute. Alcuni studi hanno dimostrato che, allo stress, sono legate la pressione alta, le malattie cardiache, il cancro. Gli esperti stanno iniziando a sospettare che lo stress potrebbe anche essere alla radice di molti altri problemi, tra cui il dolore cronico, l’aumento di peso, le allergie, il diabete e alcune patologia reumatiche che coinvolgono il sistema immunitario, come l’artrite reumatoide.
Le donne sono particolarmente esposte agli effetti dello stress, rispetto agli uomini: il loro organismo rilascia ormoni più degli uomini e questi ormoni rimangono più a lungo nel corpo. Anche la società in cui viviamo per la donna è diventata estremamente stressante. Schiacciate dal doppio lavoro, dai sensi di colpa per non poter stare coi figli, con gli
Una ricerca del New England Research Institutes, diretta dalla dottoressa Hall e pubblicata dal “American Journal of Cardiology”, spiega che il sesso attenua i dolori provocati dall’ artrite o da altre malattie reumatiche. Ma soprattutto fa bene all’apparato cardio circolatorio. Lo studio, condotto da un team guidato da Susan Hall del New England Research Institutes di Watertown, in Massachusetts, ha evidenziato su di un campione di oltre mille e 100 uomini di età compresa tra i 40 e 70 anni, seguiti per quasi sedici anni, uno stretto legame tra attività sessuale e malattie cardiovascolari.
Infatti, secondo quanto affermano questi studiosi, sembrerebbe che gli uomini con una più scarsa attività sessuale siano più a rischio di infarti ed ictus rispetto a quelli che, diversamente, lo
Un semplice esame del sangue potrebbe aiutare a diagnosticare l'artrite reumatoide nei pazienti prima della comparsa dei sintomi. Lo ha annunciato un gruppo di ricercatori dell'Universita' ospedaliera di Umen, in Svezia, in uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatism. Alcuni studi precedenti hanno dimostrato che i pazienti che ricevono un trattamento precoce hanno piu' probabilita' di essere attivi e di soffrire di meno nonostante l'artrite reumatoide. I ricercatori svedesi hanno detto ora di aver sviluppato un nuovo metodo per aiutare i pazienti a prevedere se svilupperanno la malattia, prima ancora di sentire dolore. "Questi risultati offrono l'opportunita' per una migliore previsione del rischio di sviluppare l'artrite reumatoide e, di conseguenza, possibilmente di prevenire la progresssione della malattia", hanno detto i ricercatori, La diagnosi della malattia non e' molto semplice in quanto i sintomi all'inizio sono molto
Fabrizio Pellegrini 41 anni, residente a Chieti, pianista, militante dell’associazione Luca Coscioni, è affetto da fibromialgia. Una patologia che comporta una infiammazione delle articolazioni provocando rigidità degli arti, difficoltà di movimento e gravi sofferenze. Ma a Pellegrini è toccato subire numerosi procedimenti giudiziari, alcuni arresti, qualche mese di carcere, tre condanne in primo grado, per «coltivazione a fini di spaccio» di canapa sativa. In un’intervista racconta come la sua determinazione nel coltivare la “pianta proibita” sia dovuta al fatto che «se non assumo cannabis sto fermo tutto il giorno, sul tappeto o su una poltrona. In carcere facevo ore di yoga: un po’ aiuta, a ossigenare le parti più remote del corpo, in mancanza di meglio. Il processo degenerativo è inarrestabile, lo so, ma con la terapia rallenta, si riesce a tamponarlo: e senza terapia non si può stare perché si va incontro alla morte, spiace dirlo».
Praticare yoga, a quanto pare, non può che fare bene e l'elenco dei benefici che apporterebbe è ormai così lungo che non basterebbe una pagina intera per citarli tutti.
Ci limitiamo a citare un nuovo studio, pubblicato sul "Journal Psychosomatic Medicine" che afferma come la pratica dello yoga sia un modo divertente e semplice per vedere aumentare le chance di contrastare il numero di proteine presenti nel sangue e collegate allo sviluppo delle infiammazioni alla base di malattie come diabete di tipo 2, artrite, problemi cardiovascolari, ictus e molte altre patologie legate all'età. Nonché invecchiamento precoce e stress. Lo studio, condotto