Fabrizio Pellegrini 41 anni, residente a Chieti, pianista, militante dell’associazione Luca Coscioni, è affetto da fibromialgia. Una patologia che comporta una infiammazione delle articolazioni provocando rigidità degli arti, difficoltà di movimento e gravi sofferenze. Ma a Pellegrini è toccato subire numerosi procedimenti giudiziari, alcuni arresti, qualche mese di carcere, tre condanne in primo grado, per «coltivazione a fini di spaccio» di canapa sativa. In un’intervista racconta come la sua determinazione nel coltivare la “pianta proibita” sia dovuta al fatto che «se non assumo cannabis sto fermo tutto il giorno, sul tappeto o su una poltrona. In carcere facevo ore di yoga: un po’ aiuta, a ossigenare le parti più remote del corpo, in mancanza di meglio. Il processo degenerativo è inarrestabile, lo so, ma con la terapia rallenta, si riesce a tamponarlo: e senza terapia non si può stare perché si va incontro alla morte, spiace dirlo».
Una ricerca del New England Research Institutes, diretta dalla dottoressa Hall e pubblicata dal “American Journal of Cardiology”, spiega che il sesso attenua i dolori provocati dall’ artrite o da altre malattie reumatiche. Ma soprattutto fa bene all’apparato cardio circolatorio. Lo studio, condotto da un team guidato da Susan Hall del New England Research Institutes di Watertown, in Massachusetts, ha evidenziato su di un campione di oltre mille e 100 uomini di età compresa tra i 40 e 70 anni, seguiti per quasi sedici anni, uno stretto legame tra attività sessuale e malattie cardiovascolari.
Infatti, secondo quanto affermano questi studiosi, sembrerebbe che gli uomini con una più scarsa attività sessuale siano più a rischio di infarti ed ictus rispetto a quelli che, diversamente, lo
Il freddo intenso, come quello che registriamo in questo periodo, rappresenta una minaccia soprattutto per la salute degli anziani, dei bambini molto piccoli, delle persone affette da malattie croniche e dei poveri senza tetto. Anche le persone giovani, in apparente benessere, possono subire conseguenze sulla salute, a volte gravi, se esposte a valori di temperatura eccessivamente bassi.
Un'ondata di freddo può provocare: patologie acute da freddo quali geloni, congelamento, ipotermia, lesioni gravi o anche mortali; si verificano raramente, in particolare quando la
Gli esercizi che migliorano la flessibilità come lo yoga, il pilates, il tai chi, l'aerobica, l'acqua gym e il nuoto - ma anche attività casalinghe come il giardinaggio e i lavori domestici - sono un valido aiuto per il miglioramento della flessibilità articolare e, di conseguenza, aiutano a ridurre i dolori anche nelle persone che soffrono di artrite. E' quanto sostiene uno studio pubblicato su Health Source Mayo Clinic Women's. Persone affette da artrite che fanno regolare movimento fisico, si legge nello studio, fanno registrare livelli di dolore più bassi rispetto a chi non esegue gli esercizi.
Quando una persona smette di fare esercizio, le articolazioni e i muscoli che le circondano diventano meno mobili, provocando un aumento dell'affaticamento e del dolore a ogni movimento.
Praticare yoga, a quanto pare, non può che fare bene e l'elenco dei benefici che apporterebbe è ormai così lungo che non basterebbe una pagina intera per citarli tutti.
Ci limitiamo a citare un nuovo studio, pubblicato sul "Journal Psychosomatic Medicine" che afferma come la pratica dello yoga sia un modo divertente e semplice per vedere aumentare le chance di contrastare il numero di proteine presenti nel sangue e collegate allo sviluppo delle infiammazioni alla base di malattie come diabete di tipo 2, artrite, problemi cardiovascolari, ictus e molte altre patologie legate all'età. Nonché invecchiamento precoce e stress. Lo studio, condotto
Da uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Oxford (Gran Bretana), dell’Università del Queensland (Australia) e del Texas (Stati Uniti) è emerso che due geni, denominati ERAP1 e IL23R, sono strettamente associati alla spondilite anchilosante.
Le osservazioni fatte dai ricercatori, pubblicate sulla rivista Nature Genetics, si basano sullo studio del genoma di più di 2000 persone affette da spondilite anchilosante e di altri 5000 individui che hanno costituito il gruppo di controllo. Questa ampia analisi ha portato a individuare ben sei regioni nel genoma associate alla malattia, due delle quali risultate particolarmente rilevanti, ovvero quelle dei geni ERAP1 and IL23R. Il
Un indicatore importante che riguarda l’artrite reumatoide, quale rivelatore dell’iter della malattia, è la stanchezza del paziente malato.
Infatti la stanchezza del malato è divenuta un rivelatore valido per valutare la riuscita di una cura ed il tempo in cui questa agisce nel far regredire o rallentare la malattia. Questo è quanto hanno rivelato i ricercatori coordinati da Patricia Minnock, dell’Our Lady’s Hospice di Dublino, in uno studio pubblicato su Rheumatology.
«Quella che in inglese chiamiamo “fatigue”» spiega la reumatologa, che ha condotto il lavoro insieme con colleghi dell’Università di Bristol, «è un sintomo molto importante dell’artrite reumatoide, che va al di là della normale stanchezza. È un affaticamento patologico, che prescinde dagli sforzi che si sono fatti e rimane comunque, anche a riposo». Non è un disturbo esclusivo di questa malattia reumatica: è anzi tipica dei malati